Schiavitu' Digitale
Videogame: dal divertimento alla dipendenza

Un fenomeno che nell’ultimo decennio ha subito un incremento notevole nella diffusione su scala mondiale è sicuramente quello dei videogiochi. Dalla Playstation, alla Wii, dall’ Xbox al PC, elencando solo le consolle più famose, hanno portato il mercato videoludico a stabilizzarsi su livelli notevoli anche in Italia, malgrado una live flessione che comunque ha portato il fatturato totale a 993 milioni di euro secondo il rapporto dell’AESVI


BREVE STORIA DEL VIDEOGIOCO (tratto e rielaborato da: wikipedia, storia del videogioco)

Cifre immense se pensiamo a come tutto è cominciato. Generalmente si considera come primo esempio di videogioco il Cathode-ray tube amusement device,creato da due studiosi americani nel 1947 ma mai realmente messo in produzione per via dei costi elevati; nel giro di pochi anni vedono la luce anche esemplari primordiali di tetris (OXO, 1952) e pong (Tennis for two, 1958); per poi arrivare ai favolosi (almeno in campo videoludico) anni ‘70 con l’esplosione del settore trainato dalla nascita di Atari e di autentici capolavori ancora famosi come Pac-Man e Space Invaders;

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Nuove frontiere di dipendenza: Gioco d’azzardo online

Con l’avvento della rivoluzione digitale, il giocatore d’azzardo sta notevolmente modificando le sue caratteristiche.

Il gioco d’azzardo consiste nello scommettere denaro o altri beni sul futuro esito di un evento: per tradizione le quote si pagano in contanti, e il saldo di eventuali debiti deve avvenire entro le 24 ore. Il giocatore d’azzardo può essere chiunque.(cit. wikipedia, gioco d’azzardo)

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La dipendenza dai social network

Continuando nel nostro tentativo di descrivere il lato più oscuro (e forse pericoloso) della rete, non possiamo assolutamente dimenticare uno dei problemi più importanti per via dell’elevato numero di persone che va ad interessare e colpire: la dipendenza dai social network.


Facebook, twitter, forsquare, google+, myspace, badoo, youtube, skype sono solo alcuni dei siti di questo genere che si sono sviluppati negli ultimi anni e hanno ormai raggiunto un espansione tale da essere considerati come delle varie e proprie multinazionali che fatturano milioni se non miliardi di dollari. Basti pensare a Facebook che secondo questo articolo del sole24ore è ormai in procinto di essere quotato alla borsa di Wall Street per una “modica” cifra compresa tra i 75 e i 100 (!!!) miliardi di dollari.

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